Botswana: A Cavallo del Delta
Botswana
8 Giorni
Tuttto l'anno, mutano le condizioni sul terreno
Il Delta respira. Si allarga come un polmone antico che conosce la fame dei leoni e la danza silente degli elefanti. A cavallo, in mezzo all’acqua e alla savana, non sei più turista né viaggiatore. Sei una creatura che ritorna a casa. Il primo zoccolo affonda nel fango tiepido. Il cavallo freme. È mattino presto, la luce taglia l’orizzonte in lame d’oro e polvere, e una sottile nebbia avvolge il profilo delle palme che ondeggia ad uno zefiro leggero. Qui, dove uno dei fiumi più possenti del pianeta si perde nella sabbia senza mai toccare il mare, comincia il nostro viaggio.
Montare a cavallo nel Delta è come imparare un’altra grammatica del mondo. Non esiste più un tempo lineare, ma solo il passo, solo il trotto. Il respiro. Ogni andatura è un poema fisico. Attraversiamo canali larghi quanto un pensiero, tra ninfee e ombre di ippopotami. Gli aironi si alzano come spettri bianchi al nostro passaggio. Gabbiani d’acqua dolce e jacana dalle zampe impossibili camminano su foglie galleggianti, come monaci asiatici... levitano. Intorno a noi l’Africa ci guarda: silenziosa, carnale, vertiginosa. Col passare dei giorni ti accorgi che il cavallo non ti porta, ti accompagna. È lui che legge le correnti invisibili, i silenzi tesi, le promesse nella boscaglia. Il galoppo sull’acqua è il cuore del viaggio, un momento esilarante come pochi altri.
Il cavallo si lancia, l’acqua si apre a ventaglio, gli zoccoli battono sul fondo sabbioso e sollevano un arcobaleno di gocce. Intorno, papiri e palme tremano nel riverbero. L’aria profuma di fango buono, di caldo, di fiori invisibili.
La savana ti attraversa, o il contrario.

