Cina & Laos

Simone Sturla
Un viaggio accompagnato da Simone Sturla Flaneur at Large
Cina & Laos

Cina & Laos

13 Giorni

27 Dicembre, 9 Gennaio

Viaggio di Gruppo

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Tra terrazze di riso, foreste e templi d’oro

Questo itinerario non nasce da una mappa, ma da un corso d’acqua.
Non segue confini politici, nè  linee tratteggiate su un atlante: segue il Mekong, un flusso primigenio
che precede le storie e, allo stesso tempo, le attraversa tutte.

Cina & Laos
Cina & Laos - 13 Giorni - 27 Dicembre, 9 Gennaio

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Il Mekong non unisce i luoghi perchè  li collega; li unisce perchè  li attraversa, li plasma, li rende parte di
un’unica narrazione ancestrale.
Viaggiare lungo il fiume, qui, significa riconoscere che le civiltà  sono episodi, mentre il flusso è  eterno. E
che, per qualche giorno, è possibile lasciarsi portare — non per arrivare da qualche parte, ma per
comprendere come tutto, davvero, scorra

Il Mekong esiste prima delle identità , prima dei
nomi dati ai territori.   un asse profondo che
scende dalle montagne dell’alto Yunnan
dall’altipiano tibetano, attraversa foreste, villaggi,
regni antichi e rivoluzioni moderne, senza mai
appartenere davvero a nessuno.   lui a tenere
insieme Xishuangbanna e Luang Prabang, non
come tappe, ma come stati d’animo consecutivi

A Yuanyang, tra le terrazze scolpite dagli Hani, questo flusso prende un’altra forma. Non è  nascosto tra le
foreste, ma disteso sulle montagne come una scrittura d’acqua, che si distribuisce, si lascia guidare da
argini di terra costruiti pazientemente nel corso dei secoli. Ogni campo riceve e restituisce, nel ritmo
silenzioso con cui l’acqua passa da una risaia all’altra, come una conversazione lenta tra pendii. Qui il fiume
non è  ancora il grande Mekong che attraversa paesi e capitali;   è una presenza diffusa, domestica: acqua
che nutre, che disciplina il tempo del lavoro, che insegna la misura dei gesti. Il riso diventa così  un atto
fluviale — allagare, attendere, coltivare, drenare — un ciclo paziente che riflette quello stesso paesaggio
che millenni vive della sua acqua

Scendendo verso il Laos, il Mekong emerge, si allarga, prende voce. Attraversare questo spazio non
significa “passare un confine”, ma entrare in un continuum. Cambiano le lingue, i templi, le architetture;
resta una stessa relazione con l’acqua, con la terra, con ci  che scorre e non può  essere trattenuto.

 

A Luang Prabang, il fiume  è ormai maturo, consapevole. Avvolge la citt  senza dominarla, la protegge senza
isolarla.

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