All’alba, la nebbia trasforma la laguna in un Loch Ness messicano: schiene immense fendono la superficie, a volte danno l’impressione di enormi tentacoli preistorici. Poi il sole dissolve la foschia.

C’è qualcosa nelle balene grigie che appartiene più alla fantascienza che alla zoologia. Affusolate, marezzate di cicatrici e cirripedi come mappe stellari, sembrano astronavi lente, emerse da un tempo in cui la Terra non aveva ancora deciso cosa diventare. Le si direbbe parenti strette dei vermi giganti di Dune: creature arcaiche, sacre.